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La deriva dei dementi

L'inutile utilità della storia



Probabilmente non riuscirò a descrivere la nostra situazione attuale, nostra come popolo del pianeta terra civilizzato, intendo, ma ci provo.
Ancora una volta mi trovo a scrivere di argomenti che dividono le opinioni, parliamo delle proteste successive al brutale omicidio di George Floyd avvenuto a Minneapolis lo scorso 25 maggio.
Non voglio discutere del perché sia giusto e sacrosanto indignarsi di fronte a questa brutalità della polizia americana, ne tanto meno scriverò di come la comunità afroamericana meriti rispetto e parità di diritti là dove il diritto sia ineguale.
Io voglio invece scrivere delle proteste, a livello mondiale, che  in questi giorni vedono una moltitudine di persone manifestare, giustamente, contro il razzismo  ma che , secondo la mia opinione, stanno assumendo una deriva integralista che porterà gravi conseguenze.  
Perché quando un popolo giudica la storia senza contestualizzarla, pretende cioè di interpretare la storia con un metro di giudizio attuale, commette un gravissimo errore.
La cosa che mi preoccupa maggiormente è questa: 
Siamo talmente politically correct che nessuno,  dei depositari del sapere, nessuno dei colti e sapienti, leggasi  intellettuali (si qualcuno in verità c'è, grazie a Dio) non dice quello che sarebbe il caso di dire, non dice - Attenzione, state sbagliando. - ma non lo dice perché ha paura, dicendolo, di essere additato come razzista.
Rimpiango i giornalisti di una volta, gli intellettuali di una volta di cui magari non condividevo le idee politiche ma che quando parlavano venivano ascoltati e capiti, dimostravano la loro integrità anche a discapito del loro stesso lustro.
Oggi cosa abbiamo se di fronte a gente che abbatte le statue di Colombo, che ritira i dolci Moretti dal mercato per il nome  (link qui), che ignora le proprie origini e le condizioni che hanno ci portato fino a qui,  nessuno reagisce o lo fa sottovoce?.
Inchiniamoci sì, davanti ai nuovi talebani de noialtri.

  

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