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agosto 31, 2020

Perbacco che affare

Oggi mentre sfogliavo il giornale online mi sono imbattuto nella pubblicità qui sopra riportata.

Questa pubblicità della Fiat 500x a metano è perfetta, è un esperimento scientifico atto a dimostrare che la gente legge ma non capisce cosa legge.

A mio parere qualcosa non ha funzionato nel cervello del titolista, certo il metano costa poco in confronto con la benzina o il gasolio ma l' unità di misura è l'euro allora salta tutto perché dire che con 10€ fai 96 Km non è poi un granché.

Poi vai a leggere l'articolo e capisci che è la versione a benzina che fa 96 Km con 10€ e niente, macchinine economiche, spendi qualcosina a comprarle ma poi spendi tanto a mantenerle.

 


 

giugno 29, 2020

L'iceberg si è staccato



Leggo su ilPost del sempre attuale politically correct nel mondo occidentale, di alcuni doppiatori bianchi, nel senso della pelle, che hanno deciso di non voler più  dare la propria voce ai personaggi dei Simpson di colore (diverso dal bianco, ovviamente), credono cioè che la voce ad un personaggio di colore debba essere data da un doppiatore di colore (presumo lo stesso).

Perfetto, anche questa volta se sei un utente medio avrai pensato che in fondo in fondo è giusto che anche i personaggi inventati e disegnati di colore abbiano il loro doppiatore che gli presta la voce.

Parlando di doppiaggio, sia  esso di un cartoon o di una pellicola cinematografica, qual'è la cosa veramente importante? 

Credo sia senza dubbio la voce, voce che deve essere coerente col personaggio rappresentato, un omone di 200 chili avrà probabilmente una voce profonda, un giovane avrà una voce da giovane (magari il doppiatore sarà una ragazza o un adulto con una voce giusta) ma quello che voglio tu capisca, lettore del blog, è che nel doppiaggio cinematografico conta la voce e null'altro.

Sinceramente, vi siete mai posti il problema di quale colore della pelle avesse la persona che ha doppiato il vostro attore preferito in quel particolare film? 

Ma in ultima analisi, questo fatto aggiunge qualcosa nella lotta sacrosanta contro il razzismo?

No, non conta una benemerita fava, non è importante perché nel doppiaggio conta solo la voce.

Qualcuno potrebbe pensare che è inutile parlarne, è solo un gesto simbolico per attirare l'attenzione ma questi gesti simbolici cominciano ad essere un 'modo di pensare' molto pericoloso, una deriva che dal cioccolato , alle quote imposte, potrebbe arrivare ovunque.
Si è presa una battaglia sacrosanta e la si è trasformata in una crociata demenziale, questo è solo l'inizio.

Sono curioso di vedere i primi cortocircuiti in tutto questo pensare che porteranno  a spassose quanto pericolose limitazioni per tutti.

giugno 23, 2020

The Butterfly effect

Per spiegare come un evento insignificante possa potenzialmente causare una catastrofe si usa citare The butterfly effect, una catena di eventi di poca importanza ma tra loro collegati, hanno conseguenze globali.
Perché parlarne qui? Perché nel mondo occidentale stanno accedendo cose che voi umani ... no no, mi stavo perdendo, dicevo che stanno succedendo eventi apparentemente circoscritti e conseguenti a proteste sacrosante ma che stanno salendo di tono.
Ve ne siete accorti? non ancora? 
Lentamente cresce un sentimento anti-tutto e se questo sentimento anti-razzista, anti-capitalista, pacifista, nasce come risposta ad un sistema sbilanciato, ora si evolve e distorce se stesso per diventare un modo di pensare a mio modo di vedere, molto pericoloso.
Ho già detto qui sul blog che giudicare il passato con un metro attuale è un errore enorme, tutti gli uomini e donne del passato hanno vissuto nel loro tempo con quel modo di pensare e di agire.
Oggi alcune statue vengo prese di mira in nome di questo revisionismo storico per cui chi ha fatto / detto qualcosa che ha favorito quello che oggi è fortunatamente giudicato sbagliato non deve essere ricordato, non è degno di essere esistito.
La farfalla ha battuto le ali e lentamente ma inesorabilmente qualcosa sta cambiando, oggi è la statua di Colombo, domani sono le statue degli eroi delle guerre d'indipendenza italiana e poi a salire fono a oggi, tutto verrà messo in discussione e giudicato con parametri settati sull'oggi.
La gente solleva le spalle e non si rende conto che una volta accesa la miccia e solo questione di tempo prima di sentire il botto.
Quando saranno i nostri valori, noi stessi a doverci difendere dal pregiudizio allora forse qualcuno capirà che ci siamo spinti troppo avanti in questa  caccia all'untore, che i Santi e gli eroi del passato erano figli del loro mondo e del loro tempo e oggi non abbiamo un metro idoneo a misurarne la grandezza.
Piccolo spoiler, solo alcune figure subiranno l'onta del giudizio, tutti quelli che hanno agito nello stesso modo ma dalla parte giusta resteranno lì, sul loro piedistallo.

giugno 12, 2020

La deriva dei dementi

L'inutile utilità della storia



Probabilmente non riuscirò a descrivere la nostra situazione attuale, nostra come popolo del pianeta terra civilizzato, intendo, ma ci provo.
Ancora una volta mi trovo a scrivere di argomenti che dividono le opinioni, parliamo delle proteste successive al brutale omicidio di George Floyd avvenuto a Minneapolis lo scorso 25 maggio.
Non voglio discutere del perché sia giusto e sacrosanto indignarsi di fronte a questa brutalità della polizia americana, ne tanto meno scriverò di come la comunità afroamericana meriti rispetto e parità di diritti là dove il diritto sia ineguale.
Io voglio invece scrivere delle proteste, a livello mondiale, che  in questi giorni vedono una moltitudine di persone manifestare, giustamente, contro il razzismo  ma che , secondo la mia opinione, stanno assumendo una deriva integralista che porterà gravi conseguenze.  
Perché quando un popolo giudica la storia senza contestualizzarla, pretende cioè di interpretare la storia con un metro di giudizio attuale, commette un gravissimo errore.
La cosa che mi preoccupa maggiormente è questa: 
Siamo talmente politically correct che nessuno,  dei depositari del sapere, nessuno dei colti e sapienti, leggasi  intellettuali (si qualcuno in verità c'è, grazie a Dio) non dice quello che sarebbe il caso di dire, non dice - Attenzione, state sbagliando. - e non lo dice perché ha paura, dicendolo, di essere additato come razzista.
Rimpiango i giornalisti di una volta, gli intellettuali di una volta di cui magari non condividevo le idee politiche ma che quando parlavano venivano ascoltati e capiti, dimostravano la loro integrità anche a discapito del loro stesso lustro.
Oggi cosa abbiamo se di fronte a gente che abbatte le statue di Colombo, che ritira i dolci Moretti dal mercato per il nome  (link qui), che ignora le proprie origini e le condizioni che hanno ci portato fino a qui,  nessuno reagisce o lo fa sottovoce?.
Inchiniamoci sì, davanti ai nuovi talebani de noialtri.